Clausole abusive nelle CGU dei giochi: cosa devi sapere

Le Condizioni Generali di Utilizzo (CGU) definiscono i tuoi diritti e obblighi nei confronti di un editore. Il fatto di averle "accettate" non le rende tutte valide per questo: il diritto dei consumatori neutralizza le clausole abusive.
Cos'è una clausola abusiva?
Una clausola è abusiva quando crea uno squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi delle parti, a danno del consumatore (direttiva 93/13/CEE; in Francia, articolo L.212-1 del Code de la consommation). Una tale clausola è considerata come non scritta: non produce alcun effetto, anche se hai cliccato "Accetto".
Il diritto francese distingue due elenchi (articoli R.212-1 e R.212-2 del Code de la consommation): una lista nera di clausole irrefutabilmente abusive, e una lista grigia di clausole presunte abusive, salvo prova contraria fornita dal professionista.
Esempi nei giochi dematerializzati
- Risoluzione discrezionale: "possiamo porre fine alla tua licenza in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo". Uno squilibrio manifesto.
- Modifica unilaterale: "possiamo modificare queste condizioni senza preavviso". Presunta abusiva quando riguarda le caratteristiche essenziali del prodotto.
- Rinuncia imposta ai diritti legali (come il diritto di recesso di 14 giorni) senza informazione chiara.
- Trattenimento dei fondi del portafoglio della piattaforma, un punto sollevato già nel 2019 nel caso UFC-Que Choisir contro Steam.
Cosa fare?
Una clausola abusiva può essere disapplicata da un giudice, e segnalata alla DGCCRF o a un'associazione di consumatori. Il rapporto di forza non è quello che si crede: il fatto che "è scritto nel contratto" non significa che "è legale". Vedi anche: legge contro CGU, chi prevale? e la nostra analisi del CLUF di Ubisoft.
Riferimenti ufficiali
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