Rivendere il digitale: e se il supporto fisico rinascesse come prova di licenza?

I tribunali hanno rifiutato la rivendita dei giochi dematerializzati perché non c'è più un «supporto» da trasmettere. Affrontiamo il problema al contrario: e se restituissimo al gioco digitale un supporto, non per memorizzare il gioco, ma per materializzare la licenza e renderla trasferibile?
Il concetto
L'idea è semplice: un oggetto fisico, carta da collezione, action figure, bella scatola, che porta un codice unico (QR code, o token crittografico) che non contiene il gioco, ma rappresenta un diritto di licenza. Questo codice funge da prova d'acquisto; chi lo possiede può scaricare e giocare al gioco. Trasferirlo significa trasferire la licenza.
Si ritrovano così le qualità del fisico, un oggetto che si possiede, che si regala, che si rivende, che si colleziona, senza i costi logistici del disco, poiché il gioco, di per sé, rimane scaricato.
Perché sarebbe vantaggioso anche per gli editori
- Controllo e tracciabilità. Ogni licenza è unica e la sua cronologia di trasferimenti può essere registrata in modo affidabile. Basta con "una chiave, mille rivendite": una licenza = un titolare alla volta.
- Un ricavo su ogni rivendita. A differenza del mercato dell'usato fisico, dove l'editore non riceve nulla, un sistema di licenza trasferibile può prevedere una commissione a ogni rivendita. L'usato diventa una fonte di ricavi, non una perdita.
- Nuovi prodotti. La licenza-oggetto apre la strada a edizioni da collezione che hanno, oltre al loro valore sentimentale, un vero valore d'uso e di rivendita.
Una precisazione onesta sugli "NFT"
La tecnologia più mediatizzata per questo tipo di token, l'NFT su blockchain, è stata ampiamente screditata dalla speculazione e dai progetti privi di sostanza del 2021-2022. Non si tratta qui di rilanciare questa moda: il principio che conta è quello di una prova di licenza unica e trasferibile. Un semplice registro sicuro gestito da un'autorità di fiducia (o uno standard interoperabile tra piattaforme) può svolgere lo stesso ruolo altrettanto bene, senza blockchain. La tecnica non è l'oggetto della questione; il diritto lo è.
Questo meccanismo non ha nulla di utopico: richiede solo volontà politica e un quadro giuridico. È proprio questo l'oggetto della nostra proposta di legge per una rivendita equa.
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